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Mauro D'Angelo

Esperto di salto della corda (o Jump Rope) e Fondatore del metodo GET FLY Jump Rope®

Personal Trainer, Les Mills Elite Trainer, ex atleta agonista specializzato nel lancio del giavellotto, ballerino e artista di strada.

La sua irrefrenabile curiosità ed il suo carattere eclettico lo hanno sempre spinto ad esplorare vari contesti appartenenti al mondo dello sport e dell’arte, appassionandosi profondamente ad ognuno di essi.

A far da leitmotiv, però, è sempre stata lei: la corda. Scoprì il salto della corda all’età di 6 anni, durante la ricreazione a scuola. Più tardi la ritrovò all’interno dei suoi durissimi allenamenti di atletica, innamorandosene definitivamente.  La corda aveva tutto ciò che amava: ritmo, coordinazione, potere allenante, divertimento e, soprattutto, libertà d’espressione.

Dopo essere diventato Personal Trainer, decide di approfondire il salto della corda, disciplina tanto antica quanto poco conosciuta, con una visione più ampia, basandosi non solo sulle sue potenzialità, ma anche sullo stile di vita che essa era ed è in grado di regalare.

In poco tempo ebbe chiaro quale sarebbe stata la sua missione: diffondere il Jump Rope come disciplina sportiva innovativa, completa ed efficace, in grado di riconnettere l’essere umano ad un concetto di attività fisica di tipo olistico ed essenziale, volto non solo alla ricerca della forma fisica, ma anche e soprattutto della salute e del benessere psicofisico.

Oggi Mauro è il punto di riferimento per il salto della corda in Italia, fondando la prima community di “rope jumpers” italiani. Dopo aver provato tutte le corde in circolazione, ha unito i punti di forza di ognuna per creare una linea tutta sua, la GET FLY Rope, interamente Made In Italy e 100% riciclabile, ideale sia per coloro che vogliono imparare a saltare la corda da zero che per i più esperti. BEE Rope è il nome del primo modello lanciato online. E ancora, ha studiato il primo ed unico metodo davvero efficace per saltare la corda in modo corretto e sostenibile nel tempo ed ogni giorno, attraverso i suoi canali social, diffonde la sua passione per questa straordinaria disciplina.

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Greta Piampiani

Digital Strategist e Co-Fondatrice di GET FLY Jump Rope®

Dopo un’infanzia trascorsa tra danza, nuoto e biciclettate con gli amici, durante gli anni del liceo incontra Mauro, all’epoca poco più grande di lei, che la conquista tra un passo di danza ed un trucco di magia. Da lì non si sono più persi di vista, crescendo insieme e supportandosi a vicenda nei diversi percorsi di vita che intrapresero.

Dopo la laurea in comunicazione d’impresa, infatti, sceglie di frequentare un Master in Digital Marketing & Communication a Roma, pur lavorando già da qualche anno in azienda. Ben presto, però, il suo spirito indipendente ed intraprendente la porta ad abbandonare il “posto sicuro” per tentare la libera professione, ma anche in quel caso non si sente pienamente soddisfatta. Ha mille idee in testa ed il suo più grande desiderio è realizzare un progetto tutto loro, di lei e di Mauro, in linea con i loro valori ed i loro principi.

Così, dopo essere sempre stata al fianco di Mauro ed aver vissuto insieme a lui il suo percorso professionale e personale, decide di aiutarlo a dar vita al suo progetto, GET FLY Jump Rope®, diventandone oltretutto la prima allieva, fan e testimonial.

È lei a tessere le fila dei canali social, a gestire il sito, a preparare gli ordini e, ovviamente, a supportare Mauro in ogni scelta.

UN TEAM DI PROFESSIONISTI

La squadra di LWL, Life Worth Living

Gli obiettivi ambizioni non possono essere raggiunti senza il supporto di una squadra. E chi meglio del team di professionisti specializzati, la splendida squadra della LWL, Life Worth Living, capitanata da Daniele Vecchioni, esperto di movimento umano.

Grazie al loro prezioso supporto, il progetto GET FLY è riuscito ad evolversi rivoluzionando totalmente il concetto di allenamento e diventando il punto di riferimento per coloro che vogliono acquisire correttamente il salto della corda e farne uno stile di vita.

Perché ho creato GET FLY?

La lettera di Mauro

Ho sempre avuto un’indole irrefrenabile, l’istinto di muovermi in continuazione, di ricercare uno stile di vita dinamico. La danza è stato il mio primo approccio con il movimento, ma nel corso degli anni ho sperimentato diverse discipline, come le arti marziali e atletica.

Per diversi anni ho gareggiato nella specialità del lancio del giavellotto, ottenendo titoli a livello nazionale, poi all’improvviso decisi di smettere per entrare a far parte del mondo del fitness.

La mia passione per l’attività fisica, lo stare a contatto con le persone ed il fatto di poterle aiutare a sentirsi bene, mi hanno spinto a diventare Personal Trainer e per 10 lunghi anni ho lavorato in palestra, mettendo a frutto tutte le competenze che avevo acquisito dalle mie esperienze pregresse. Non solo competenze tecniche, ma anche emotive.

Avevo una vita perfetta: una famiglia che mi appoggiava, una fidanzata che amo sempre di più, il lavoro dei miei sogni. Ero sempre al centro dell'attenzione, stimato, cercato e coccolato da tutti.

La mia vita filava dritta come un treno, fin quando il 23 aprile 2018 è successo un fatto che ha cambiato totalmente le carte in tavola.

Quel treno ad alta velocità su cui viaggiavo da sempre all’improvviso ha deragliato bruscamente.

Era un lunedì sera come tanti. Ore 19:35, io sopra il palco della Sala Sky, la più grande di tutto il centro, pronto per guidare una nuova lezione, dando il massimo. Ero carico, avevo 60 persone davanti a me pronte ad allenarsi a tempo di musica. Quindi ho posizionato il microfono, ho alzato la musica a tutto volume, ho indossato un sorriso smagliante e sono partito.

Dopo esattamente 5 minuti, qualcuno in fondo alla sala richiama la mia attenzione con un cenno ed indica una ragazza caduta a terra. Appena l’ho vista, ho abbassato la musica e sono corso verso di lei per capire meglio cosa fosse successo. Di brutte e maldestre cadute ne avevo viste tante, ma questa volta sembrava diverso. Non capivo ed ero inquieto.

Cercando di mantenere la calma e pensando agli scenari che avevo vissuto fino a quel momento, mi sono avvicinato per la solita manovra: sollevare le gambe, porgere un bicchiere di acqua e zucchero e via. Qualcosa, però, non andava.

Ricordo ancora la percezione dilatata di quegli istanti che sembravano non finire mai.

Si chiamava Agnese, aveva 26 anni e quella sera morì davanti ai miei occhi. Aveva la mia età, era sana come me, atletica come me, sorridente ed estroversa come me, felice come lo ero io. Eppure a lei non bastò.

Qualcosa in me è morto quel giorno, ma solo per fare spazio a qualcosa di più importante.

Ho compreso nel profondo che tutto ciò che ritenevo essenziale, il mio mondo, le mie cose avevano perso di significato. Ho capito che la vita è imprevedibile e quando ti coglie di sorpresa bisogna essere pronti.

Com’è che si dice? Meglio vivere di rimorsi che di rimpianti. Già, fino a quel momento non avevo capito fino in fondo il significato di questa frase. Ma ora era tutto chiaro.

E allo stesso modo, avevano perso di significato il mio lavoro ed i miei obiettivi. Ho capito che c’è una gran differenza tra stare in forma e stare in salute e che spesso confondiamo ciò che è normale con ciò di cui abbiamo bisogno.

Le mie giornate seguivano sempre lo stesso schema ed il tempo sembrava scivolarmi tra le dita. Trascorrevo 12 ore al giorno rinchiuso nelle quattro mura della palestra, seguendo precetti di dubbia funzionalità ed efficacia e preoccupandomi per cose che non esistevano.

Più ero lì, più tenevo lezioni davanti ad una classe di 60 persone entusiaste, più ero bravo nel mio lavoro e più volevo essere altrove.

Capitava che mi ritrovassi a guardare fuori dalla finestra nell’ora del tramonto e desiderare fortemente di poterlo vivere appieno, magari seduto in riva al mare o semplicemente passeggiando per le vie della città, respirando a pieni polmoni l’aria fresca e salmastra tipica delle località di mare.

Così, un giorno, mentre vagavo per la sala in cui di lì a poco avrei dovuto fare lezione, presi in mano la corda, che avevo sempre utilizzato negli allenamenti con i miei clienti.

La corda era uno strumento che mi aveva accompagnato fin da bambino, quando alle elementari all’ora della ricreazione ci giocavo nel cortile della scuola insieme ai miei compagni.

Fin quando non la ritrovai nei miei lunghi allenamenti di atletica. Era davvero l’unico attrezzo che amavo utilizzare, perché mi permetteva di uscire dalla mini palestrina ed andare ad allenarmi sul lungomare a pochi passi da lì.

Iniziai, quindi, a farla girare, prima con una mano e poi con l’altra, mi concentrai sulle sensazioni, sul respiro ed iniziai a saltare.

Provai una sensazione di adrenalina mista a rilassatezza che mi consentì di liberare la mente da ogni pensiero e godere del presente, come una sorta di meditazione.

La corda aveva il potere non solo di allenare il mio corpo, ma anche di stimolare la mia mente, di connettere corpo e spirito come in una danza.

Era tutto ciò di cui avevo effettivamente bisogno ed inoltre mi rendeva libero. Libero di allenarmi in qualunque posto, in qualsiasi momento.

Entusiasta, capii che avrei voluto condividere questa disciplina, parlarne, diffonderla in tutto il mondo. Feci numerose ricerche a riguardo e mi accorsi che c’era pochissima letteratura in merito e le informazioni erano pressoché confuse e spesso fuorvianti.

Mi accorsi, oltretutto che non c’era un metodo specifico per apprendere questa disciplina.

Così, capii subito cosa avrei voluto fare: colmare questo gap e creare una cultura del Jump Rope. Ma da solo non avrei mai potuto raggiungere un tale risultato, perché spesso competenze, esperienza e passione non bastano. Avevo bisogno di un team di professionisti specializzati con cui confrontarmi e sperimentare.

Quindi, di ritorno da un viaggio in Marocco, decisi di iniziare a condividere questa disciplina attraverso i miei canali social, studiandone le peculiarità, testando il modo migliore per insegnare la corretta tecnica di salto e comprenderne i principi fisici e scientifici.

Fondai la prima community italiana di rope jumpers, che ad oggi registra migliaia di seguaci.

Chiamai il progetto “GET FLY” facendomi ispirare dalle sensazioni che si provano durante una sessione di Jump Rope: leggerezza, armonia e libertà.

Chi mi segue da un po’ sa che saltare la corda per me è come meditare, è un’attività in grado di unire allenamento fisico, mentale e spirituale in un unico gesto.

Perché il vero allenamento è in primis connessione, è ascolto di se stessi.

GET FLY, dunque, cambia i paradigmi dell’allenamento classico, basato sul concetto di “no pain no gain”, che dà importanza al quanto invece che al come, per perseguire uno stile di vita, ancor prima che un modo di allenarsi, basato sulla coscienza dei movimenti, sull’allenamento intelligente e giocoso.

Un allenamento che non richiede spazi o una moltitudine di attrezzi, che non ti rende schiavo, ma che ha come obiettivo ultimo lo star bene.

In poche e semplici parole: un allenamento che ti rende libero.

Mauro